Rippa (Fenalca): il Governo apre a leggi retroattive?
La prevista modifica prevede che i patronati che non realizzino per due anni consecutivi un punteggio non inferiore al 2,5% del punteggio nazionale sono a rischio chiusura e il primo di tali anni dovrebbe essere il 2014!
del 03/12/14 - di Cristian Muraro
L'incertezza giuridica in Italia è uno dei principali freni all'ingresso di capitali esteri in Italia che con le politiche di bilancio restrittive e l'impossibile ricorso alla leva monetaria e l'insostenibile peso di quella fiscale, sarebbe l'unica prospettiva per lo sviluppo.
Spesso i tribunali che cancellano norme e adempimenti amministrativi e non solo le cosidette "pene certe", il legislatore che discute i diritti quesiti chiaramente dei più deboli e non delle pensioni d'oro, dominano titoli di giornali, riflessioni quotidiane che alimentano l'incertezza verso il sistema Italia. "Abbiamo bisogno pure di norme retroattive?" chiede a gran voce Francesco Rippa Presidente del sindacato Fenalca.
L'allusione che muove Rippa al riguardo della riforma dei patronati e' molto chiara : la prevista modifica prevede che i patronati che non realizzino per due anni consecutivi un punteggio non inferiore al 2,5% del punteggio nazionale sono a rischio chiusura e il primo di tali anni dovrebbe essere il 2014!!!!!!!!! Inoltre tale verifica dovrebbe esser fatta nel momento in cui il Ministero del Lavoro abbia certificato tale punteggio nazionale: cosa che avviene, di regola, non prima di due o tre anni (infatti ad oggi non è ancora definito il punteggio generale dell'anno 2012). "E nel frattempo che si fa? Si chiude? Non si e' ammessi al finanziamento: nascerebbe una stagione di ricorsi e incertezze, capaci solo di alimentare incertezze e dubbi per 4.000 operatori del settore che svolgono la delicatissima gestione dell'assistenza fiscale e sociale di milioni di lavoratori e imprese" commenta amaro Francesco Rippa.
Quindi l'entrata in vigore di questa norma potrebbe di fatto snaturare i rapporti già in corso nel 2014 e aprire una stagione di gravi incertezze fino almeno al 2017. Altro che razionalizzare il lavoro dei caf e patronati.